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#Weekly

FEDERICA & BENEDETTA VALLI

// To enter the tradition, to generate new grants

AN INTERVIEW BY MATILDE SCARAMELLINI

“A grafting in botany is that operation that consists of inserting a plant in another plant of different varieties in order to obtain a new individual.
My aim is precisely that of combining the deep roots of this tradition with a more modern vision, so that it can be adapted to a different climate and continue to live time after time “

Federica Valli answers me, a woman who after her studies decides to enter the family business, in a moment of indecision about the future, to then discover the love for an ancient profession, a bit unknown in her generation, as Federica points out, ” born with the packaging “.
The meeting is in the historic store, Via Verdi 2, Milan (one of the company’s headquarters), together with Benedetta, a younger sister who since a couple of years has joined this professional adventure; here I discover the love for the fabric, handed down with wisdom and care, an attention to the rediscovery of an excellence made in Italy.

In this temple of haute couture, where the dream of a tailored garment finds its materiality, a new collaboration has taken shape: on the occasion of the fashion week the artist Umberto Chiodi, in collaboration with the window dresser Massimo Petruzziello, gave life to an “Assemblage” starting from a fabric of the collection, giving it new meaning and transforming the window into a site-specific installation of seductive ambiguity. *


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Federica, how did you approach this profession?
F. I admit that initially it happened a bit by chance, I was in a phase of indecision, after finishing my studies, but after a while I fell in love with a world that I did not know, that has to do with a respect for the time : in the research and learning of a complex but extremely fascinating profession. On the other hand we the ones “born with the package” …

A profession that you are learning and that you are transmitting also to Benedetta, who has entered this reality a couple of years ago, what does it mean for you to work and make you own family tradition a reality, with a great tradition behind it?
B. I believe that there is no better way to learn something, if not to make that happen naturally and this is possible when you are dealing with people you love and will transmit the love for the job back. I have just entered and I take care of the part related to social communication, I follow how in this case the realisation of the window, which is a fundamental part of the activity and then share it with an audience and perceive the feedback ..

Modernity and tradition, in the case of this artistic experiment what happened?
F. I’m assuming that the fabric itself is an art, there are so many guys locked in their laboratories who are studying to design something new through a very ancient process.
I strongly wanted this dialogue during the fashion week to underline this affinity, which has no time to us.

In this “born with the packaging” world, used to the dictates of fashion, what would you like to convey with your identity?
F+B. We naturally also try to follow the trends, but also to get out of these waves, placing ourselves as an alternative: choosing a fabric means touching it, seeing its fall, and then following the processing times that leads to the realisation of a dream that is made to measure.
Uniqueness can not be bought online.

* the installation curated by T14, Milanese art gallery and curatorial duo active in research on new forms of contemporary expression. T14 has a particular focus on art photography and design, working on the uniqueness and irreproducibility of the pieces proposed.

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ITA

“Un innesto in botanica è quell’operazione che consiste nell’inserire una pianta un’altra pianta di varietà diversa allo scopo di ottenere un nuovo individuo.
Il mio scopo è proprio quello di coniugare le radici profonde di quesa tradizione con una visione più moderna, perché essa si possa adattare ad un clima diverso e continuare a vivere”

Mi risponde Federica Valli, che dopo gli studi decide di entrare nell’azienda di famiglia, in un momento di indecisione sul futuro, per poi scoprire l’amore per una professione antica, un po’ sconosciuta in una generazione, come sottolinea Federica, “nata con la confezione”.
La incontro nello storico negozio, in Via Verdi 2, a Milano (una delle sedi dell’azienda), insieme a Benedetta, sorella minore che ormai da un paio d’anni si è unita in questa avventura professionale; qui scopro l’amore per il tessuto, tramandatosi con sapienza e cura, un’attenzione per la ricarca di un’eccellenza made in Italy.
In questo tempio dell’Alta Moda, dove il sogno di un capo sartoriale trova la sua matericità, ha preso forma una collaborazione nuova: in occasione della settimana della moda l’artista Umberto Chiodi, in collaborazione con il vetrinista Massimo Petruzziello, ha dato vita ad un “Assemblage” partendo proprio da un tessuto della collezione, dandogli vita nuova e trasformando la vetrina in un’installazione site-specific, di seducente ambiguità.*

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Federica, come ti sei avvicinata a questa professione?
F. Ammetto che inizialmente è avvenuto un po’ per caso, ero in una fase di indecisione, dopo aver concluso gli studi, ma dopo poco mi sono innamorata di un mondo che non conoscevo, che ha a che fare con un rispetto per il tempo: nella ricerca e nell’apprendimento di un mestiere complesso, ma estremamente affascinante. D’altronde noi siamo “nati con la confezione”…

Un mestiere che stai imparando e che stai trasmettendo anche a Benedetta, che da un paio d’anni è entrata in questa realtà, che cosa significa per voi lavorare e fare propria una realtà di famiglia, con una grande tradizione alle spalle?
B. Credo che non ci sia modo migliore per apprendere qualcosa, se non far si che ciò avvenga con naturalezza e questo è possibile quando si ha a che fare con persone che ami e che a loro volta ti trasmettono l’amore per un mestiere. Io sono entrata da poco e mi occupo della parte più legata alla comunicazione social, seguo come avvenuto in questo caso la realizzazione della vetrina, che è una parte fondamentale dell’attività per poi condividerla con un pubblico e percepirne il riscontro..

Modernità e tradizione, nel caso di questo esperimento artistico cos’è accaduto?
F.Parto dal presupposto che il tessuto stesso è un’arte, ci sono tanti ragazzi chiusi nei loro laboratori che studiano per progettare qualcosa di nuovo attraverso una lavorazione antichissima.
Ho fortemente voluto questo dialogo, proprio durante la settimana della moda per sottolineare questa affinità, che non ha tempo.

In questo mondo “nato con la confezione”, abituato ai dettami della moda, cosa vorreste trasmettere con la vostra identità?
F. Anche noi naturalmente cerchiamo di seguire le tendenze, ma anche di uscire da queste ondate, ponendoci come un’alternativa: scegliere un tessuto significa toccarlo, vederne la caduta, per poi seguire i tempi della lavorazione che porta alla realizzazione di un sogno che è su misura.
L’unicità non si può comprare online.

*l’installazione curata da T14, galleria d’arte milanese e duo curatoriale attivo nella ricerca sulle nuove forme espressive del contemporaneo. T14 ha un particolare focus sulla fotografia d’arte e sul design, lavorando sull’unicità ed irriproducibilità dei pezzi proposti.

 

Images by Elena Vaninetti

 

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